10 marzo 2011

Crocifisso Ligneo: Scheda Tecnica

Crocifisso Ligneo, foto introduttiva che mostra il restauro ultimato
Soggetto: Crocifisso ligneo;Croce cm 360x260, Cristo h cm 170
Periodo
: Prima metà del sec. XVIII
Proprietà: Parrocchia Gesù Maria Giuseppe, Palermo
Obiettivo: Restauro conservativo ed estetico
Data inizio lavori: 17/07/2006
Data consegna: 27/09/2006

10 marzo 2011
Stato di conservazione: Ad un primo esame preliminare dell'opera, si evince come la mancanza di manutenzione nel tempo e i successivi tentativi di ripristino delle vernici, abbiano stravolto le originali fattezze dell'opera, alterando gli originali rapporti cromatici, tra la superficie pittorica della croce e quella del Cristo.

10 marzo 2011
Ad un'analisi più attenta dei singoli elementi, notiamo che strutturalmente il corpo del Cristo realizzato in legno scolpito, è ricavato dalla giunzione di vari elementi lignei assemblati insieme e poi intagliati. Nell'insieme la figura si presenta completamente annerita, in modo omogeneo a causa dell'ossidazione delle vernici finali aggravata dal sedimentarsi nel tempo della patina di sporco superficiale. Ben visibili in senso longitudinale lungo tutto il corpo e in senso trasversale al livello delle braccia e del collo, sono i distacchi delle giunzioni lignee e di conseguenze, della preparazione e della supeficie pittorica stessa. Sulla spalla dx, sul collo e sulla testa inoltre, si riscontrano toppe postume in gesso-malta colorato che seccandosi nel corso del tempo, hanno dato origine a crettature e sollevamenti. Nella parte dx del collo, una serie di fori dovuti all'azione erosiva di insetti xilofagi, concentrati in una circoscritta area di qualche centimetro, manifesta la presenza di un tassello di legno di diversa essenza rispetto all'originale, inserito in un postumo tentativo di restauro, probabilmente risalente al tardo '800, al fine di sollevare ed inclinare diversamente la testa. La figura presenta inoltre mancanze anatomiche al livello della mano sx, dito mignolo, della mano dx, dito indice e della parte frontale, alcune ciocche di capelli.

11 marzo 2011
La croce e costituita da due assi incrociate, rifiniti agli apici da tre puntali in legno intagliato e dorato in argento meccato e bordate da una modanatura anch'essa dorata. Sotto il puntale centrale, troviamo il cartiglio, in legno intagliato, e dipinto in avorio, bordato in argento meccato riportante in oro zecchino su missione, la scritta INRI nelle tre lingue, ebraico, greco e latino. Da ognuno dei quattro angoli formati dall'incrocio delle due braccia, si irradiano tre raggi intagliati in legno dorato, inseriti nello spessore delle tavole e in origine retti da dietro da opportuni sostegni lignei a cuneo, non più esistenti, deducibili dall'impronta lasciata sulla superficie dal loro distacco. All'interno delle braccia è interamente decorato con la tecnica del finto marmo realizzata a tempera ma le pesanti manomissioni succedutesi nel tempo, hanno appesantito ed occultato quasi completamente i colori e il tessuto pittorico col sovrapporsi di scure vernici ad alcool ed oleoresine vegetali. Le dorature invece si presentano completamente occultate da uno spesso strato di vernice color oro di sintesi chimica chiamata porporina. L'intera opera necessita di un accurato trattamento antitarlo.

11 marzo 2011
Operazione di restauro: La croce
In seguito ad un'accurata documentazione fotografica, si è dato inizio al processo di pulitura, per il quale intendiamo quell'insieme di operazioni compiute per rimuovere dalla superficie originale tutte le sostanze estranee che ne compromettono la piena leggibilità: operazione questa molto impegnativa, lunga nei tempi e pericolosa essendo l'unica operazione assolutamente irreversibile. Abbiamo iniziato dalla croce diversificando il tipo di intervento; per quanto riguarda le dorature, dopo una serie di tentativi risultati blandi, a mezzo di solventi chimici, abbiamo optato per l'utilizzo di sverniciatore lento e a basso impatto per la rimozione della vernice porporina, opportunamente neutralizzato con alcool, scoprendo così l'argentatura originale. Sempre sul fronte, si è continuato portando avanti la pulitura del finto marmo dipinto a mezzo di tamponi di cotone inbevuti di alcool e bisturi. L'originale decoro rinvenuto, è una pietra rossa con sfumature che toccano la gamma dei rosa con accese venature bianche e tocchi di giallo, verde smeraldo e celeste. La pietra rossa macchiata di bianco, fa riferimento nella tradizione pittorica italiana, alla Pietra dell'Unzione, una delle più sacre reliquie della Cristianità e che fino al sec XII si trovava nella basilica di Santo Sepolcro a Gerusalemme; il colore rosso simboleggia il sangue di Cristo, rigato dai rivoli bianchi delle lacrime della Vergine Maria.

11 marzo 2011
Terminato il primo livello di pulitura si è passati al retro della croce, ovvero al restauro conservativo delle assi: al nuovo fissaggio dei giunti della raggiera, allentati nel corso del tempo per il deperirsi delle colle, dei chiodi di tenuta e del perdurare dell'azione erosiva degli insetti xilofagi. Una volta assicurati ed incollati, sia il puntale superiore, spezzato, sia le raggiere con colla animale a caldo e garzature, si è proceduto ripristinando gli opportuni sostegni a cuneo mancanti. Si è dunque effettuato il trattamento antitarlo, realizzato ad iniezione foro per foro e ripetuto più volte nell'arco delle 24 ore e poi a distanza di 15 giorni lasciando l'opera avvolta ed isolata in vari strati di cellophane. L'operazione successiva è stata quella definitiva del consolidamento; iniziando dal retro, laddove la superficie lignea è scoperta da qualsivoglia tipo di protezione, si è proceduto ad iniettare nei fori e nelle fessurazioni, soprattutto a livello delle raggiere, dei puntali e del cartiglio, una soluzione ottenuta dallo scioglimento in acetone di Paraloid B72, metacrilato co-polimero, che penetrando a fondo nelle fibre le consolida e sostiene. Sul fronte della croce, questa operazione è proseguita con il consolidamento della superficie pittorica a finto marmo. Questa presentava numerose mancanze di preparazione accompagnate in altri punti da crettature profonde, microcrettature superficiali, scodellature e sollevamenti dello stato pittorico. Il consolid. di queste parti è stato realizzato con Primal AC 33, un'emulsione acrilica acquosa, color bianco latte, ottimo adesivo e consolidante, che asciugando crea un film trasparente di buona flessibilità, restistente ai raggi ultravioletti. Operazione successiva è stata quella di ricostruire gli elementi mancanti della raggiera, localizzate nei due angoli inferiori; sono stati intagliati a mano su modello degli originali in legno d'abete e collocati con oppurtuno incollaggio.

11 marzo 2011
Una volta pulita, consolidata e ricostruita nelle sue parti mancanti, la croce è pronta per l'integrazione delle lacune di preparazione che funge da supporto sia per la pellicola pittorica sia per la doratura. L'integrazione viene eseguita a pennello con una mestica ottenuta con gesso dolce di Bologna sciolto a caldo in acqua e colla di coniglio. Una volta asciutte, le stuccature così ottenute sono state abbassate al giusto livello, a mezzo di bisturi e carta abrasiva e isolate e impermiabilizzate a mezzo di colla di coniglio. Con questa, possiamo ritenere concluse tutte quelle operazioni obbligatorie che definiscono il restauro conservativo, ovvero bloccano il degrado dell'opera d'arte e comincia il restauro estetico della stessa. Per quanto riguarda le dorature, queste sono state integrate con foglia d'argento 920, argentatura realizzata a guazzo con bolo rosso e dorata a mezzo di mecca realizzata in laboratorio secondo antica ricetta; la reintegrazione pittorica delle tavole dipinte, è stata molto accurata e discreta; abbiamo preferito l'utilizzo di colori ad acquarello e tempera; la tecnica adottata è stata quella della competizione pittorica a tinta piatta che, non è riconoscibile in una visione d'insieme e quindi non disturba l'unità cromatica dell'opera devozionale, ma che è identificabile ad un'attenta analisi per un eventuale reversibilità dell'intervento. La verniciatura finale, è stata anch'essa molto contenuta, evitando di appesantire il dipinto con vernici spesse ed eccessivamente lucide; abbiamo optato per una Retoucher.

11 marzo 2011
Operazione di restauro: il Cristo
Per quanto riguarda la figura scolpita del Cristo, corre l'obbligo di attestare che l'opera realizzata nel periodo coevo alla croce, ovvero la prima metà del secolo XVIII, è stata modificata nel corso del secolo successivo, per motivi che rispondono più al gusto arbitrario di chi al tempo ne ebbe la custodia, che a motivi legati alla conservazione dell'opera stessa. Durante il corso del secolo XIX, la scultura ha subito un rimaneggiamento che ne ha mutato in modo irreversibile l'impianto, sia per quanto concerne i volumi, sia il tessuto pittorico orginale del primo settecento; siamo arrivati a tale conclusione al termine della pulitura. Nel pulire una scultura dipinta a tempera, i criteri generali di impostazione del lavoro e le metodiche usate, sono le stesse utilizzate nella pulitura di un dipinto su tela, si devono però tenere presenti alcuni elementi fondamentali -il medium della tempera è una colla e come tale sensibile all'acqua e ai sostegni basici -la quasi costante presenza dell'oro o dell'argento, sul fondo o come ornamento -l'impossibilità dei solventi di volatilizzare del retro del dipinto è pertanto il mantenimento pericoloso nella preparazione di un elevato tasso di umidità, nel caso di un uso abbondante degli stessi.

11 marzo 2011
Testati i tradizionali solventi organici che non intaccano la tempera, come l'essenza di trementina e il dimetilformammide, tramite saggi di pulitura si è convenuto, visto lo spessore e la tenacia dello sporco, di proseguire la pulitura con una miscela 2A ossia ammoniaca e acqua in parti uguali utilizzata tramite tampone e opportunamente neutralizzate con acquaragia. Liberate tutte le superfici degli strati di sporco, evidenti manomissioni maldestramente eseguite sono affiorate: pesanti impasti di malta interessavano la testa all'altezza della nuca, che mimavano in maniera del tutto grossolana la capigliatura. Alla base del collo e fino alla spalla destra una pesante stuccatura arrivava fin sotto la base della mandibola falsificando il profilo del volto e celando il suddetto tassello posticcio tarlato, non coevo al resto della struttura che al contrario non presenta la benchè minima traccia di insetti xilofagi. Quindi, dopo un'analisi approfondita, abbiamo constatato che la sezione del collo era attraversata da una profonda fenditura lungo tutto il suo diametro; questo rinvenimento, collegato alle toppe posticce di malta che posteriormente imitavano i capelli e il tassello forato, ci hanno convinti nel rispetto dell'opera in esame, del fatto che la testa fosse stata ricollocata in diversa posizione presumibilmente nel XIX secolo. Infatti, eliminate le toppe di gesso, è stata subito evidente la sezione di collo originale sormontata da un tassello di diversa essenza del tutto eroso dai tarli che inclinava in posa innaturale la testa del Cristo. Tolte le toppe di malta dal retro si sono allo stesso modo rinvenuti i capelli orginali, intagliati nel legno e perfettamente combacianti con quelli delle spalle ma da essi scollegati dalla "nuova" inclinazione apportatavi. Nella parte anteriore del volto, per coprire l'eccessivo distacco creatosi tra mento e torace, era stata inoltre allungata e ingrossata l'originale barba intagliata, con aggiunte di materiale gessoso. La nostra scelta è stata quella di asportare tutto quello che inficiava l'originale e restituire alla testa la naturale postura. Si è proceduto così togliendo il materiale aggiunto, liberando la testa dai lunghi chiodi che la trattenevano al nuovo supporto e riposizionandola seguaendo la naturale inclinazione del volto rispetto al collo e al torace; dovendola assicurare alla sezione base-collo, abbiamo praticato un foro del diametro di 25mm all'interno del quale è stata fissata una meccia realizzata in pino di pece e incollata con colla forte cerbione, così da congiungere le due sezioni originali ormai non più perfettamente combacianti in quanto modificate in parte ad accogliere il tassello posticcio. Scelta la strada del risanamento, come nella croce, anche nel Cristo siamo intervenuti andando a ricostruire quello che nel corso del tempo l'incuria dell'uomo ha lasciato che si perdesse; quindi abbiamo ottemperato alle mancanze del dito mignolo della mano sinistra e della prima falange del dito indice della mano destra, realizzando due innesti in legno di rosa fissati con colla e meccia ed intagliati su disegno degli originali. Così è avvenuto anche per la porzione di collo laterale destra mancante e per la parte posteriore a riguardo dei capelli; è stata inoltre ripristinata nella sua interezza una ciocca di capelli che scende isolata sulla spalla sinistra, in precedenza occultata dai pesanti rimaneggiamenti. Durante questa fase di lavoro è stato anche consolidato il braccio destro che lo stato di conservazione vedeva allontanato dal suo naturale alloggio, formando così una crepa lungo tutta la sua circonferenza: abbiamo ritenuto opportuno staccarlo del tutto, pulire la meccia originale, pulire l'alloggio relativo alla spalla e reincollare il tutto con l'ausilio di colla di cerbione e garze. Il braccio sinistro invece, necessitava di un consolidamento più superficiale presentando una fessurazione ad interesse della sola preparazione pittorica. L'operazione successiva è stata quella della stuccatura di tutte le lesioni superficiali e di tutte le mancanze venutasi a creare con l'asportazione delle toppe grossolane in malta: il gesso liquido passato a pennello, è stato poi abbassato, una volta asciutto con l'attento utilizzo di bisturi; l'intera superficie pittorica è stata inoltre consolidata a mezzo di Primal AC33. L'integrazione pittorica è stata eseguita a mezzo di una base a tempera e di colori a vernice per ritocco, con la tecnica della competizione. Il drappo alla vita del cristo riportante una bordura in oro zecchino su missione è stato integrato nelle zone deteriorate con l'utilizzo di oro 24 carati. Per la verniciatura finale si è optato per una vernice che risultasse comunque molto trasparente e sottile: una Retoucher data a pennello.

11 marzo 2011

Riepilogo delle operazioni di restauro:

  • - Documentazione fotografica
  • - Pulitura
  • - Disinfestazione
  • - Consolidamento e risanamento strutturale
  • - Ricostruzione parti mancanti
  • - Consolidamento della preparazione pittorica
  • - Stuccatura
  • - Reintegrazione pittorica, doratura, verniciatura